Droni: un grande fratello con le eliche?

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Droni: un grande fratello con le eliche?

Un problema di privacy

A quanti è capitato di “sentirsi osservati” a distanza ravvicinata da un oggetto in volo? Il drone è uno strumento utile ma spesso è utilizzato per mero divertimento. Ma se ne fa un uso a “prova di privacy”? I luoghi pubblici godono di una “protezione” adeguata? E le abitazioni private? A fronte di queste questioni il Garante sulla privacy italiano lancia alcuni consigli utili per rispettare la privacy se si usa un drone a fini ricreativi. Al contempo il nuovo Regolamento UE 2016/679 prevede che i droni devono essere costruiti e configurati per evitare il più possibile di raccogliere inavvertitamente informazioni personali collaterali.

Immaginiamo che i nostri occhi volanti siano in un esteso parco pubblico in cui si trova una giovane famiglia che passeggia serena e che inevitabilmente viene immortalata da una ripresa dall’alto. Secondo il principio guida della privacy è necessario innanzitutto evitare di invadere i loro spazi personali ed intimi. Se questo dovesse avvenire e i volti sono riconoscibili è dovere del pilota chiedere il consenso per l’uso delle immagini; al contrario se i soggetti non sono riconoscibili allora le immagini possono essere divulgate liberamente.

Come devono comportarsi gli operatori?

Quali sono gli scatti o le videoriprese da evitare assolutamente? Decisamente quelle su aree di proprietà privata (casa, giardino domestico), tese a cogliere volontariamente scene di vita privata. In questi casi si configura chiaramente un reato.

Ma… quali altri accorgimenti deve tenere presente il pilota? È indispensabile capire che sentirsi osservati da “estranei” spesso induce nelle persone disagio. Dunque è buona regola comunicare preventivamente le proprie intenzioni e segnalare l’area in cui si andrà ad operare. Altra buona pratica è fare il modo che il pilota del drone sia sempre ben visibile (ricordiamo che anche da normativa ENAC è d’obbligo indossare il giubbino ad alta visibilità). Questo per non suscitare allarmismi inutili, provocare disturbo della quiete o sensazioni di paura per presunti attacchi terroristici (a rigore di cronaca, ricordiamo come nel 2013 durante un comizio la cancelliera Angela Merkel si è trovata un drone non autorizzato atterrato a pochi metri dal palco, evento che ha suscitato allerta da parte dei presenti e della sicurezza).

La necessità di introdurre questo numero elevato di regole emerge in quanto la maggior parte delle riprese sono effettuate senza il rispetto del Regolamento ENAC. E soprattutto i soggetti che effettuano le riprese non sono in possesso di autorizzazioni o qualifiche specifiche. Alcuni potrebbero pensare che queste norme siano eccessivamente restrittive, ma noi crediamo che debba esserci una presa di coscienza e responsabilità da coloro che utilizzano un drone. A prescindere se il suo uso sia a livello ludico o professionale.

By |2018-01-19T14:16:42+00:00gennaio 19th, 2018|A servizio della comunità|0 Comments