Molti nuovi modelli di APR (droni), permettono di caricare i DTM (Digital Terrain Model), all’interno dei propri applicativi per la pianificazione della missione. Chi opera nel campo dell’aerofotogrammetria, sa che non sempre succede di rilevare un’area pianeggiante o con valori di quota del terreno senza grosse differenze. L’integrazione di questa funzione, pertanto, si è resa molto utile sia da un punto di vista della precisione del rilievo (potendo seguire l’andamento del terreno, il GSD (Ground Sample Distance) è costante e quindi il risultato è molto più accurato su ogni punto); sia dal punto di vista della normativa attuale, che prevende che prevende che il nostro drone mantenga una distanza massima rispetto al suolo.

Curve di livello ricavate da DTM

Già dal 2007, l’Istituto Nazionale di Geofisica, ha presentato un Modello di Elevazione Digitale (DEM), a copertura dell’intero territorio italiano, ottenuto a partire da DEM separati delle singole regioni. Attualmente i raster, in formato Geotiff, con risoluzione 10 m e georiferiti nel SR “WGS 84/UTM zone 32N” (EPSG: 32632), sono pubblicati con licenza CC BY 4.0, utilizzabili liberamente (citandone la fonte, secondo le modalità indicate nel sito).

Quota geoidica e quota ellissoidica

Un aspetto fondamentale da tenere comunque in considerazione è che la quota presente nel DTM, è GEOIDICA (altezza di un punto rispetto al livello del mare), mentre l’antenna GPS, che fornisce istantaneamente al drone la sua posizione, considera la quota ELLISSOIDICA (altezza di un punto rispetto all’ellissoide di riferimento). Pertanto, considerando nel territorio italiano, una differenza media di circa 40 – 50 m, tra i due dati, è necessario “modificare” il nostro DTM prima di effettuare l’upload per la pianificazione della missione.

Digital Terrain Model

 

Utilizzando un software GIS o un software di Topografia, è possibile estrapolare dal DTM le curve di livello in formato vettoriale, in cui in uno dei campi della tabella attributi è definita la quota geoidica. Sovrapponendo, poi, le immagini satellitari, si possono cercare alcuni punti di controllo (GCP) a terra ed utilizzarli per calcolare, tramite software di conversione, la differenza media tra quota geoidica ed ellissoidica in quell’area.

Ottenuto questo dato ed integrato alle curve di livello, da queste, si ricava in GIS il nuovo DTM con le quote ellissoidiche, pronto per essere caricato nell’applicativo del drone.

Software per la conversione di coordinate

 

Prendendo come esempio il DJI Phantom 4 RTK, l’app integrata supporta il formato raster .tif (nella creazione del DTM bisogna fare attenzione a questo particolare, evitando di esportare nel formato .tiff), georiferito nel Sistema di Riferimento “WGS 84” (EPSG: 4326).

RIFERIMENTI: