Elaborare il layout di un impianto fotovoltaico da 20, 50 o fino a 100 MW e oltre non è semplice come farlo per un campo di 1-2 MW. Si passa dal gestire un’area di pochi ettari a progettare su terreni di centinaia di ettari, dove i parametri da considerare aumentano enormemente. File di pannelli mal oriente, irregolarità del terreno non considerate, impluvi e fossi sono alcune delle variabili che entrano in gioco e contribuiscono ad allungare tempi e costi se, in mancanza di un rilievo solido, l’errore emerge solo in fase di posa. La differenza, quindi, risiede tutta nella qualità dei dati topografici disponibili prima ancora di disegnare la prima fila di pannelli.

Da questa semplice riflessione emerge il motivo per cui i progettisti e contractors EPC dovrebbero sempre prediligere il rilievo aerofotogrammetrico con drone al posto del rilievo GPS tradizionale a terra (o nessun rilievo!). Si hanno miglioramenti non solo dal punto di vista della velocità di acquisizione in campo, ma, anche e soprattutto, per la completezza e la precisione dei dati che è possibile ottenere.

Quando serve un rilievo drone in un progetto fotovoltaico

Un rilievo aereo può intervenire in diversi momenti della vita di un impianto:

  • Prima dell’installazione, per l’analisi del terreno e la progettazione esecutiva: pendenze, quote, impluvi, disposizione ottimale delle file di pannelli.
  • Durante il cantiere, per monitorare l’avanzamento dei lavori rispetto al progetto.
  • A impianto ultimato, per la documentazione as-built.
  • A impianto attivo, con termografia aerea per individuare hotspot e anomalie sui moduli.

Il caso: 300 ettari di terreno impervio in Sicilia

Il committente era un progettista incaricato di sviluppare l’esecutivo per un impianto fotovoltaico a terra in Sicilia, su un’area di circa 300 ettari. Il problema non era la superficie in sé, ma la sua conformazione: un terreno molto scosceso e articolato con zone inaccessibili e pendenze irregolari che rendevano complessa qualunque ipotesi di disposizione delle file di pannelli senza dati di quota estremamente affidabili.

Su un terreno così, un errore di progettazione basato su dati di quota imprecisi o troppo radi si traduce facilmente in file di pannelli che si ombreggiano a vicenda, in problemi di deflusso dell’acqua non previsti, o nella necessità di modificare l’assetto in corso d’opera, con costi e tempi che nessun contractor vuole scoprire a cantiere aperto.

Dettaglio di un impianto fotovoltaico su terreno scosceso con fosso naturale tra due campi fotovoltaici

Un fosso naturale che attraversa il terreno tra due campi fotovoltaici, un esempio delle asperità da considerare in fase di progettazione

Per garantire la precisione richiesta su un’area così estesa e articolata, abbiamo impostato il rilievo su tre livelli di controllo: il drone fotogrammetrico ha volato in RTK, appoggiandosi a punti a terra rilevati con GNSS RTK per il controllo plano-altimetrico; per la correzione delle quote abbiamo utilizzato il grigliato IGM, indispensabile su un’area di questa estensione per allineare il modello al sistema di riferimento altimetrico nazionale; infine, per un aggancio preciso al catastale, abbiamo acquisito in loco i punti di riferimento con stazione totale. L’elaborazione delle foto rilevate in campo con software per la fotogrammetria hanno permesso di generare un modello 3D dell’area da cui è stato possibile estrarre tutta una serie di informazioni utili alla progettazione.

Il progettista ha, quindi, ricevuto un pacchetto di dati completo frutto dell’elaborazione fotogrammetrica e delle successive elaborazioni al CAD:

  • Ortofoto ad alta risoluzione dell’intera area
  • DTM (modello digitale del terreno) per l’analisi precisa delle quote
  • Nuvola di punti 3D
  • Curve di livello
  • Sezioni del terreno nei punti richiesti
  • Cartografia agganciata ai riferimenti ufficiali: Catasto, IGM, CTR
Ortofoto con curve di livello e confini catastali da rilievo aerofotogrammetrico drone

Estratto della cartografia con curve di livello agganciata ai riferimenti catastali e IGM

Questo ultimo punto non è un dettaglio tecnico secondario: avere un rilievo georeferenziato e coerente con la cartografia ufficiale significa che il progettista può sovrapporre i dati direttamente ai propri strumenti di progettazione e agli atti catastali, senza dover fare aggiustamenti o verifiche aggiuntive.

Tempi: 3 giorni di rilievo sul campo e circa 3-5 giorni per le restituzioni (elaborazione ed export dei dati). Un rilievo GPS tradizionale a terra, su un’area di quella estensione e con quella conformazione, avrebbe richiesto settimane — con un margine di errore più alto proprio nei punti più impervi, quelli dove i dati di quota contano di più.

Il risultato per il progettista: dati completi e affidabili su tutta l’area in meno di una settimana e mezza dalla richiesta alla consegna, con la possibilità di progettare la disposizione dei pannelli tenendo conto delle reali asperità del terreno fin dalla prima bozza, invece di scoprirle in corso d’opera.

Perché il drone fa la differenza su terreni complessi

Su un’area vasta e pianeggiante, la differenza tra un rilievo a terra e uno con drone è soprattutto di velocità. Su un terreno scosceso e articolato come quello siciliano, la differenza diventa anche di qualità del dato: un operatore a terra con GPS può raggiungere solo i punti accessibili, con il rischio di lasciare “buchi” informativi proprio nelle zone più critiche per la progettazione. Il volo in RTK, unito ai punti di controllo a terra e alla stazione totale per l’aggancio catastale, restituisce invece una copertura uniforme e verificata dell’intera superficie, comprese le aree più impervie — senza compromessi sulla precisione richiesta per la progettazione esecutiva.

A questo si aggiunge la possibilità di ottenere, dallo stesso volo, output diversi e complementari — ortofoto, DTM, nuvola di punti, curve di livello — che con un rilievo tradizionale richiederebbero più sopralluoghi e più tempo per essere ricostruiti in ufficio.

In sintesi

Per un progettista o un general contractor che deve sviluppare un impianto fotovoltaico su un’area estesa o con un terreno complesso, un rilievo aerofotogrammetrico con drone non è solo una scorciatoia sui tempi: è una garanzia di avere in mano, fin dalla fase progettuale, dati completi e affidabili su tutta l’area, compresi i punti che a terra sarebbero stati i più difficili da rilevare bene.

Multicoopter Drone Scarl si occupa di rilievi aerofotogrammetrici, LiDAR e laser scanning per progetti fotovoltaici, infrastrutturali e ambientali su tutto il territorio nazionale. Contattaci  per valutare il rilievo più adatto al tuo progetto.